L’ultimo volo del Duckypoo

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Duckypoo last flight www.intotheblue.it plane F4 P-38F Lockheed
Duckypoo
era un ottimo F4, il più vecchio della squadriglia e derivava da un P-38F della Lockheed. La modifica essenziale fu sostituire i motori Allison con 2 ultrapotenti V1710-89/91 da 1425Hp in versione ricognitore.

Aereo P38  da combattimento gemello del Duckypoo ammarato           (foto tratta da Wikipedia)

A Giugno del  1944 David Toomey compì una eccezionale impresa. Partì da Tarquinia, passò vicino all’isola del Giglio fra l’Elba e Piombino per poi entrare in territorio nemico, la cittadina di Cecina ed il fiume omonimo. Da qui se diresse verso Volterra, Firenze, dove fotografò la riva sinistra del fiume Arno fino a Pisa e rientrò. La missione fu eccezionale ed il comando lo incaricò di un’altra missione: doveva fotografare la riva destra dell’Arno per poi arrivare sino a Lucca. Così come per la prima missione Toomey ripeté  il tragitto volando sempre a bassa quota, ma nelle vicinanze di Cecina si accorse che qualcosa era cambiato nel paesaggio; all’orizzonte file di alberi o pali che la volta precedente non c’erano. In realtà si trattava di artiglieria Tedesca che aveva occupato la zona per proteggere la ritirata verso Nord. Improvvisamente fu immerso in una nuvola di proiettili e colpito prima ad un motore poi all’altro. Ferito, ma ancora operativo, sganciò la cupola della carlinga e tentò, non senza difficoltà, di ammarare.

 

 

La grande elica del motore destro ancora integra il che lascia pensare che al momento dell’ammaraggio il motore fosse fermo

Il Duckypoo dopo qualche saltello si appoggiò sull’acqua e Toomey velocemente si liberò dell’imbraco riuscendo così a gonfiare il giubbetto salvagente. Mentre l’aereo si inabissava il pilota iniziò l’impresa, nuotare verso riva. Giunto sulla battigia, per non farsi catturare dai tedeschi, nascose l’equipaggiamento sotterrandolo ed iniziò con estrema cautela la ricerca di un avamposto amico. Fortunatamente incontrò i partigiani di Guardistallo che per quattro giorni lo nascosero al nemico.

 

 

Il 1° Luglio un gruppo di carri Sherman alleati occupò l’area e Toomey poté tornare al battaglione continuando, con altri aerei, le sue missioni.

 

Disegno dell’aereo P38 della Lockheed. Aereo di grandi dimensioni per il periodo.
Lunghezza: m11,53      Apertura alare: m15,85     Altezza: m3,00    Superficie alare: 30,43m²
(tratto da Wikipedia)

 

Il Ritrovamento del Relitto

Due americani, Bill e David Toomey, arrivarono in Italia a Luglio del 2000 e a Cecina si incontrarono  con Dino Belluomini e sua figlia Sara del Diving Centro Sub. Volevano trovare l’aereo naufragato; ma Dino, profondo conoscitore delle acque antistanti Cecina e le sue secche, rispose che era impossibile: “è come cercare un ago in un pagliaio!” rinunciando così al rotolo di dollari che gli venivano offerti. I due americani cercarono un altro imbarco che li portò per mare, ma come previsto non trovarono il Relitto del P-38.

Nel Dicembre del 2009 si presentò un giornalista della rivista “Volare” che aveva scritto un articolo sulla storia di Toomey e del suo P-38. Sapeva chi erano Dino e Sara ed i loro precedenti e voleva che il Duckypoo lo ritrovassero loro; la richiesta veniva direttamente da Toomey, oramai anziano.

 

 

Panoramica da dietro dell’intero aereo. Come possiamo vedere il tempo e le correnti marine lo hanno quasi interamente sommerso

Dino, Sara e Fabio iniziarono le ricerche immergendosi nei momenti liberi, perlustrando chilometri di fondo marino nelle zone prese in considerazione anche con attenti studi cartografici e con qualche “dritta” data dai pescatori della zona. Finalmente un giorno in acque non molto chiare la mano toccò qualcosa che usciva dalla sabbia. Perlustrazioni più accurate misero in evidenza che si trattava della parte superiore del timone, poi dalla sabbia emersero particolari che non lasciarono dubbi: l’ala sinistra con il motore e l’elica al suo posto, la carlinga, ecc.

 

 

 

 

 

           Si possono ancora vedere le strumentazionidi bordo

 

Foto e video furono inviate a David Toomey negli Stati Uniti per l’identificazione definitiva. Non tardarono congratulazioni e ringraziamenti dichiarando:” questo è il mio Duckypoo, voglio riportarlo a casa…”

Purtroppo questo grande uomo morì poco dopo alla soglia dei 90 anni.

Testo e ricerca storica

a cura di Sara Belluomini

 

 

GALLERY

 

 

 

 

 

 

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Fanino Cirivasi Fanino Cirivasi ha scritto / wrote 69 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 28/10/2017
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