Relitto nave “KWARCIT” o “BORIS”

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Relitto nave “KWARCIT” o “BORIS

A Capo Verde, sul fondale dell’ Isola di Sal,  tra i 18 ed i 28 metri di profondità si trova il relitto della nave “KWARCIT” o “BORIS”, costruita dai  russi negli anni ’70, per la pesca in oceano. La nave, lunga circa 50 metri, è stata successivamente utilizzata per il trasporto di clandestini dal Senegal. Durante una traversata, a causa di una avaria al motore al largo di Capo Verde, è stata soccorsa e poi sequestrata dalle autorità. Le autorità di Capo Verde ne hanno poi deciso l’affondamento nel 2006 al largo dell’isola di Sal.

Il rapporto dell’uomo con il mare è sempre stato molto ravvicinato perché il mare è sempre stato fonte di vita con lo sfruttamento delle risorse ittiche per la sua alimentazione, per il commercio con altri popoli attraverso le navi da trasporto, per la scoperta di nuove terre e la loro conquista e purtroppo anche con le guerre per risolvere conflitti tra popoli o nazioni. Questa intensa attività ha sempre avuto come conseguenza effetti negativi causati da eventi tragici e quindi il naufragio delle imbarcazioni e delle navi che sono diventati relitti in fondo al mare.

I fattori determinanti che hanno provocato affondamento di navi sono molte; quelli principali li possiamo cosi riassumere:

  1. a) condizioni metereologiche avverse cui la nave non è riuscita a far fronte;
  2. b) collisioni con scogliere sommerse o altre navi che hanno provocato falle e fatto imbarcare acqua alla nave;
  3. c) avarie e deterioramenti dovuti a errata costruzione o alla vetustà provocando il collasso della struttura dello scafo;
  4. d) gli eventi bellici che nella storia dell’uomo ci sono sempre stati e sono quelli che sicuramente hanno provocato il maggior numero di relitti presenti in tutti i mari del mondo.

Le navi costruite prima dell’era del carbone e del petrolio erano costruite in legno e le navi affondate non hanno mai provocato danni all’ambiente marino perché il legno in mare si deteriora rapidamente e, a parte i manufatti in ceramica o in leghe metalliche come il bronzo, della nave non rimane niente. Se oggi possiamo ammirare nei musei i resti di antiche navi è perché sono rimaste sotto la sabbia o il fango del fondale marino e questo ne ha determinato la loro conservazione.

Le navi dell’epoca moderna invece al momento dell’affondamento causano un notevole inquinamento marino soprattutto per i combustibili fossili necessari alla loro navigazione di conseguenza si ha un notevole danno all’ecosistema marino, specialmente nelle barriere coralline, e solo negli ultimi anni l’uomo si è impegnato al loro recupero e quando questo non è stato possibile almeno ad una bonifica, anche se sempre parziale, del relitto.

Col passare del tempo la flora e la fauna marina pian piano si appropriano del relitto e ne fanno il loro rifugio specialmente dove il fondale non presenta aree rocciose; quindi diventa utile perché fa da rifugio per molte specie ittiche e da barriera per la pesca a strascico che come sappiamo danneggia notevolmente il fondale marino. I relitti spesso rappresentano anche un motivo di attrazione per gli appassionati delle immersioni subacquee in tutto il mondo. Tuttavia tali immersioni possono essere molto pericolose a causa di intrappolamenti o cedimenti di parti logorate inoltre molti relitti si trovano ad elevate profondità e quindi occorrono sofisticate attrezzature ed  una rigorosa preparazione.

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Stefano ha scritto / wrote 78 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 19/03/2018