Invasione di Ricci Matita

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Ho fatto queste riprese subacquee in un tratto di mare tra Livorno e l’isola di Gorgona ad una profondità di oltre 50 metri. Sono rimasto sorpreso nell’incontrare così tanti ricci di mare, conosciuti come riccio matita, praticamente una invasione di ricci matita, concentrati in un breve tratto di scogliera. Francamente mi sono domandato: come mai così tanti ricci avevano colonizzato quegli scogli?! Le risposte che mi sono dato sono state molte: che può trattarsi del momento della riproduzione; che la scogliera offre la possibilità di condizioni ottimali di vita e di alimentazione; che in questo tratto di mare non hanno predatori; o altri motivi che non conosco.

invasione di ricci Matita - invasion of Stylocidaris affinis sea urchins - intotheblue.it

invasione di ricci Matita – invasion of Stylocidaris affinis sea urchins – intotheblue.it

Stylocidaris affinis,  conosciuto comunemente come Riccio Matita, è un echinoderma della famiglia Cidaridae. Il Riccio Matita ha aculei molto evidenti, spessi, ben distanziati, lunghi quanto il diametro del corpo, di colore da giallo a rosso, che può raggiungere i 5 centimetri. Si nutre di briozoi, molluschi, foraminiferi. Lo troviamo nel Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico, su fondali coralligeni o detritici, da circa 30 metri di profondità (fatta eccezione per alcune località, come Pantelleria o nelle grotte di Alghero, dove si trova talvolta anche a livelli superficiali) fino a 1000 metri.

invasione di ricci Matita - invasion of Stylocidaris affinis sea urchins - intotheblue.it

invasione di ricci Matita – invasion of Stylocidaris affinis sea urchins – intotheblue.it

Gli echinodermi hanno, all’interno del corpo, un solo sistema di canali acquiferi, che servono loro per respirare, per catturare la preda e per la locomozione. L’acqua, entrando attraverso una piastra forata passa attraverso un complicato sistema di canali connesso con piccoli pedicelli ambulacrali. Ogni pedicello si allarga a formare una piccola sacca o ampolla, mentre all’estremità termina con una ventosa. Siccome l’acqua viene forzata dentro e fuori il pedicello, questo alternativamente aderisce al terreno quando è gonfio d’acqua e se ne distacca quando si contrae. Ogni animale possiede centinaia di pedicelli ambulacrali, che escono attraverso minuscoli fori del dermascheletro.

invasione di ricci Matita - invasion of Stylocidaris affinis sea urchins - intotheblue.it

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Quando gli echinodermi si spostano su un fondo sabbioso, i pedicelli ambulacrali non funzionano; perché le ventose possano entrare in azione, occorre che l’animale si muova su un fondo duro, ad esempio roccioso. Le stelle di mare si servono delle ventose anche per aprire le conchiglie dei molluschi. Gli echinodermi sono animali sprovvisti di occhi ma ugualmente capaci di recepire i segnali luminosi. Le estremità dei pedicelli ambulacrali rappresentano infatti anche la sede su cui sono disposte le cellule fotorecettrici che cooperano in maniera sinergica e funzionano nel complesso come un unico grande occhio.

(tratto da Wikipedia)

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Fanino Cirivasi Fanino Cirivasi ha scritto / wrote 168 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 07/04/2021