Alla scoperta di nuovi relitti

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La scoperta di un relitto sconosciuto è sicuramente una delle più belle emozioni che un subacqueo possa provare. Discovering new wrecks Alla scoperta di nuovi relitti www.intotheblue.it

Si tratta però di un evento sempre più raro ormai, i relitti che si possono visitare con le bombole caricate ad aria compressa sono ormai praticamente conosciuti tutti nelle varie zone del Mar Mediterraneo, dal momento che per la sicurezza dell’immersione ci si immerge a profondità che non superano i 50 metri.

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Anche se “il mare è sempre e comunque grande” ormai si è perso quello spirito di avventura che rendeva esploratori anche i subacquei meno esperti, vuoi per il costo ingente che questo sport ormai richiede, vuoi perché è sempre più raro che dei subacquei siano dotati di una barca e di attrezzature proprie, in più la grande pazienza e le tante immersioni perse che sono necessarie per raggiungere un minimo risultato.

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E’ ovvio che per trovare nuovi relitti è impossibile scandagliare metro su metro il fondo marino nella speranza di fare nuove scoperte, per cui spesso si ricorre alle poche informazioni che si hanno dai pescatori del posto, dalle notizie tramandate dai “vecchi e anziani” locali che conoscono la storia, la costa e quelle notizie storiche che spesso a volte diventano leggende e storie incredibili.

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Oppure in maniera forse un po’ più scientifica si ricorre ai documenti storici, alle segnalazioni di afferramenti che i pescatori fanno alla Guardia Costiera ed alle varie Capitanerie di Porto, allo studio di tutte le carte e le pubblicazioni nautiche possibili, per ricavare quelle famigerate coordinate geografiche che ci portano a fare una bella immersione, oppure tanti tuffi a vuoto per poter dire ho trovato un nuovo relitto.

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In questo video abbiamo filmato quello che davvero potrebbe essere una nuova scoperta o comunque il relitto e quello che rimane di una nave o unità sconosciuta. Da quello che abbiamo visto in questa immersione possiamo fare poche congetture sicure, se non che siamo in presenza di un relitto piuttosto recente risalente alla prima o alla Seconda Guerra Mondiale. L’ orditura, la struttura, ed il fasciame rimasti, sono sicuramente di acciaio e piuttosto spessi circa uno o due centimetri, e la cosa che non ci stupisce affatto è che la nave sembra essere stata completamente distrutta da una mina o da una bomba d’areo visto che i resti sono sparsi per circa 50/100 metri dal relitto principale.

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Si riconoscono parte della chiglia e dell’orditura maestra, porzioni della murata destra e sinistra (quasi parallele tra loro), ed un ammasso di lamiere davanti che sembrerebbero fare parte di quella che doveva essere la prua, dal momento che si vedono le due aperture sul ponte dalle quali passa la catena che probabilmente nasconde l’ancora completamente insabbiata sotto la prua.

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Da quel poco che abbiamo visto in questa prima immersione ci fa pensare ad uno dei tanti relitti in zona che hanno attraversato un campo minato della Seconda Guerra Mondiale e che dalle dimensioni e dalle caratteristiche degli elementi rimasti possa anche trattarsi di una chiatta o di una unità da trasporto. Esplorando i dintorni pensavamo di trovare anche il resto della nave e della poppa che però in questa immersione non siamo riusciti ad identificare. Chissà se l’acqua limpida e la poca profondità ci permetteranno di fare altre scoperte su questo possibile nuovo relitto.

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Informazioni sull'autore / About the author:
Andrea Cirivasi Andrea Cirivasi ha scritto / wrote 205 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 13/07/2022
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