Pecten jacobaeus - Pettine di mare o Capasanta

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Tutti noi conosciamo o abbiamo visto almeno una volta la conchiglia del Pettine di mare o Capasanta, (Mediterranean scallop) Pecten jacobaeus, dal momento che viene spesso collezionata per la sua bellezza o usata come recipiente o contenitore.

Questo mollusco bivalve è piuttosto ricercato per la bontà delle sue carni e come si vede dal filmato non solo dall’uomo ma soprattutto dal Polpo (Octopus vulgaris) di cui ne va ghiotto come di quasi tutti i molluschi.

Mediterranean scallop Pecten jacobaeus Pettine di mare Conchiglia di S.Giacomo Capasanta www.intotheblue.it

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Siamo su un fondale composto da pareti di roccia alte anche due o tre metri, che si sviluppano da un fondale che va dai 38 fino ai 42 metri di profondità tra le quali abbiamo sabbia o rena e qualche sasso e detrito in qua ed in là. Abbiamo incontrato quel che rimane del Pecten jacobaeus, Pettine di mare, cioè la conchiglia proprio tra queste due pareti di roccia e visto lo stato delle due valve, separate e completamente “spolpate” ci è venuto subito in mente un grosso polpo che probabilmente ha sfinito la resistenza del mollusco con i tentacoli e con il rostro fino ad aprirlo e mangiarlo.

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La capasanta (Pecten jacobaeus, Linnaeus, 1758), o conchiglia di san Giacomo, Pettine di mare, è un mollusco bivalve della famiglia Pectinidae. Le due valve della conchiglia sono diverse. Quella inferiore, con cui l’animale si appoggia al fondo, è molto convessa e di colore chiaro, mentre quella superiore è pianeggiante e di colore bruno. Raggiunge le dimensioni di 12-14 cm circa.

La capasanta possiede la particolarità, rara nel mondo animale, di essere munita di occhi catadiottrici elementari che funzionano per riflessione. La riproduzione ermafrodita di questo mollusco avviene nei mesi di maggio e giugno dando luogo a una piccola larva planctonica.

In Europa vivono nel Mediterraneo. In Normandia, in Bretagna, in Scozia, in Irlanda e in Inghilterra vive una specie differente, chiamata Pecten maximus. In Italia si trova tra i 25 e i 200 metri di profondità pressoché in tutti i mari arenosi o sabbiosi e ricchi di detriti. I giovani esemplari vivono ancorati al fondale mediante dei filamenti, mentre gli adulti si spostano liberamente sul fondale aprendo e chiudendo repentinamente le valve per consentire una rapida fuoriuscita d’acqua: questo metodo consente all’animale di spostarsi con estrema velocità, anche per lunghi tratti.

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Questa capacità di spostarsi velocemente ha portato i giapponesi a chiamare questo mollusco col nome di “pesce serpente“. Tuttavia non tutte le specie di Pectinidae hanno questa capacità di muoversi liberamente, anzi alcune specie prediligono la staticità ancorandosi su scogli od intrecci di piante marine. Il modo di spostarsi di tale animale ha dato il nome al teorema della capasanta in meccanica dei fluidi.

La capasanta è un essere vivente ermafrodita e viene particolarmente apprezzato quando le gonadi dei due sessi, una arancio corallina e una avorio, sono ben evidenti.

Le carni sono gustose, sia crude sia cotte, anche se per motivi d’igiene e di rischi di malattie infettive ne è sconsigliato il consumo crudo, come del resto di tutti i bivalve essendo animali filtratori.

Affine alla capasanta è il pettine vario (Chlamys varia) che si differenzia da essa per le sue valve entrambe convesse.

https://it.wikipedia.org/wiki/Pecten_jacobaeus

https://en.wikipedia.org/wiki/Pecten_jacobaeus

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netartstudio netartstudio ha scritto / wrote 75 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 11/02/2023