Trevally Gigante

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Carango Gigante Idopacifico Caranx ignobilis Giant trevally intotheblue.it

Caranx ignobilis, conosciuto comunemente come Carango gigante indopacifico è un grosso pesce d’acqua salata appartenente oll’ordine dei Perciformes, alla famiglia Carangidae.

Questa specie è diffusa nell’Oceano Indiano, nell’Oceano Pacifico nel Mar Rosso e lungo le coste orientali dell’ Africa, dalle Isole Hawaii fino alle Isole Marchesi, comprese le acque del Giappone e dell’Australia. Vive nelle acque delle barriere coralline.

Ha un corpo tozzo, molto compresso ai fianchi, dal profilo idrodinamico. Presenta una grossa bocca e scaglie piccole. La livrea è color argento scuro con ventre più chiaro.
Raggiunge una lunghezza massima di 170 cm per 80 kg di peso, potendo vivere fino a 15 anni.

Trevally Gigante

Giant Trevally

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La barriera corallina è una formazione tipica dei mari e oceani tropicali, composta da formazioni rocciose sottomarine biogeniche costituite e accresciute dalla sedimentazione degli scheletri calcarei dei coralli, animali polipodi facenti parte della classe antozoa, phylum Cnidaria. Questo tipo di ambiente è unico in quanto le barriere hanno creato delle isole e delle lagune in mari profondi, modificando sia il fondo sia le coste (ricoperte di sabbia finissima, frutto dell’erosione marina sui coralli e dell’azione di alcuni pesci che si cibano dei polipi). La barriera corallina fa parte di una piattaforma carbonica, e generalmente ne costituisce la fascia marginale verso mare. Verso terra è spesso (ma non necessariamente) separata dalla costa da lagune molto alte.

Nell’immaginario collettivo e non solo, le barriere coralline rappresentano un mondo sommerso variopinto e altamente ricco in biodiversità. Le caratteristiche uniche dell’habitat che si crea a ridosso dei reefs sono dovute alla presenza dei coralli stessi che offrono riparo e protezione a migliaia di specie di pesci, crostacei, molluschi ed echinodermi.

Sono oltre 4.000 le specie di pesci che abitano le barriere coralline. Le ragioni di questa diversità sono ancora oggetto di approfondimento  degli scienziati. Le barriere coralline sane possono produrre fino a 35 tonnellate di pesce per chilometro quadrato ogni anno e quindi sono una importante risorsa, da non sfruttare in modo eccessivo come sta avvenendo, per l’alimentazione umana in particolare per quei popoli che le abitano; è chiaro barriere danneggiate ne producono molto meno. Carango Gigante Idopacifico Caranx ignobilis Giant trevally intotheblue.it

La parte superiore delle barriere coralline, termine oggi riservato esclusivamente a quelle di maggiori dimensioni e poste lontano dalla costa (Grande Barriera australiana), fino a 5 m di profondità, è un ambiente ad alto o altissimo irraggiamento solare.

La luce è il “carburante” della barriera, in quanto viene catturata dai pigmenti fotosintetici delle zooxantelle; le alghe che vivono in strettissima simbiosi con i coralli stimolandone la crescita e favorendo la costruzione dei loro scheletri calcarei. A questa grande quantità di luce in natura si aggiunge un notevole idro dinamismo (movimento dell’acqua), percentuali bassissime di nutrienti in soluzione e una buona quantità di plancton.

Le barriere sono minacciate, direttamente o indirettamente, dall’attività umana. Pesca a strascico e ancore possono danneggiarle significativamente, mentre l’uso indiscriminato (fortunatamente bandito anni fa) del veleno per stordire i pesci e il commercio in acquariofilia ha causato in alcune zone una morìa a macchia di leopardo dei polipi che si trovavano nella zona.

È recente l’allarme degli scienziati riguardo alle barriere coralline presenti nell’Cceano Indiano: qui più di ogni altra parte si registra un aumento delle temperature specialmente nelle aree interessate dai cambiamenti climatici ha portato alla perdita del 90% dei coralli.

(tratto da Wikipedia)

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Stefano ha scritto / wrote 76 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 26/08/2018