Il Cormorano affamato

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Cormorano Comune Phalacrocorax carbo Phalacrocoracidae intotheblue.it

Il Cormorano Comune, Phalacrocorax carbo, (Linnaeus, 1758) è un uccello della famiglia Phalacrocoracidae.

Cormorano Comune Phalacrocorax carbo intotheblue.it

Cormorano Comune Phalacrocorax carbo intotheblue.it

E’ un uccello di grandi dimensioni con corpo nero e un becco ad uncino. Vi è comunque un’ampia variazione in termini di dimensioni nella vasta gamma di specie. Sono stati riportati cormorani di vario peso, ma il peso medio si aggira fra i 2,6 a 3,7 kg.

La lunghezza può variare da 70 a 102 cm e l’apertura alare da 120 a 160 cm. Ha un lungo collo a S elastico, che permette di far passare pesci grandi fino all’esofago. L’esemplare adulto si distingue dal giovane dal piumaggio marroncino. Ben adattato sia all’acqua dolce che salata, il cormorano gode di una buona vista ( fino a nove metri). Le piume sono permeabili e perciò quest’uccello passa molto tempo al sole per asciugarsi le penne.

Le zampe, con grandi membrane, servono a dare una grande spinta sott’acqua. Inoltre, quando si immerge, può arrivare fino ad una profondità di 6 metri. Vola molto bene grazie alle ampie ali e alla forma affusolata, invece il decollo dall’acqua è complicato a causa della posizione eretta delle zampe e del peso dell’acqua che impregna le piume.

Cormorano Comune Phalacrocorax carbo intotheblue.it

Cormorano Comune Phalacrocorax carbo intotheblue.it

I Cormorani sono uccelli estremamente sociali. Vivono insieme in colonie che, nel periodo della riproduzione, comprendono parecchie centinaia di coppie. Durante l’inverno poi la tendenza alla coabitazione si accentua ulteriormente e gli uccelli si raggruppano a migliaia lungo i fiumi o sulle grandi distese di acqua ricavandone parecchi vantaggi: maggiore redditività nella pesca, rinforzo della coesione dei gruppi e sollecitazione dei comportamenti nuziali. Di notte i cormorani si riuniscono a centinaia o a migliaia nei luoghi di riposo, i dormitori, costituiti dai grandi alberi che costeggiano i fiumi, formando «grappoli» di uccelli che vi si posano a partire dal tramonto fino a notte fonda. Di questo soggiorno resta, alla fine dell’inverno, una traccia ben visibile: la crosta biancastra costituita dalle deiezioni degli uccelli.

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Fanino Cirivasi Fanino Cirivasi ha scritto / wrote 151 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 27/12/2017