Scleractinia

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Scleractinia

Le Sclerattinie o Madrepore (Scleractinia Bourne,1900) sono un ordine di coralli  della sottoclasse Hexacorallia. Sclerattinia Madrepora Hexacorallia www.intotheblue.it

Questo video realizzato alle Maldive mostra un tratto di barriera corallina completamente distrutto dallo tsunami del 26 Dicembre 2004, una vera catastrofe naturale che ha gravemente danneggiato molti atolli. Ma il mondo marino ha iniziato a ricostituirsi attraverso la formazione di sclerattinie. Ci auguriamo che l’uomo non provochi ulteriori danni influenzando i cambiamenti climatici.

Sono forme solitarie o coloniali dotate di scheletro aragonitico  (meno stabile della calcite ); la simmetria  è radiale e i setti compaiono per settori di 60° a cicli di 6; i setti sono prevalenti rispetto agli elementi trasversali.

Le forme coloniali danno luogo a bio-costruzioni note come barriere coralline  o reef, diffuse a tutte le latitudini e in un ampio intervallo di profondità. I reef più sviluppati e meglio conosciuti sono però di mare basso e a latitudini inter-tropicali. I reef a coralli, formando barriere in grado di resistere ad onde e correnti , permettono lo sviluppo di ambienti di piattaforma carbonatica come ad esempio gli atolli.

Le forme solitarie esclusive delle Scleractinia sono la flabellata e la cuneiforme; si tratta spesso di forme gregarie, che possono dare luogo a banchi organogeni. Sclerattinia Madrepora Hexacorallia www.intotheblue.it

Scleractinia

Scleractinia – intotheblue.it

La luce è il “carburante” della barriera, in quanto viene catturata dai pigmenti fotosintetici delle zooxantelle; le alghe che vivono in strettissima simbiosi con i coralli stimolandone la crescita e favorendo la costruzione dei loro scheletri calcarei. A questa grande quantità di luce in natura si aggiunge un notevole idro dinamismo (movimento dell’acqua), percentuali bassissime di nutrienti in soluzione e una buona quantità di plancton.

Le barriere sono minacciate, direttamente o indirettamente, dall’attività umana. Pesca a strascico e ancore possono danneggiarle significativamente, mentre l’uso indiscriminato (fortunatamente bandito anni fa) del veleno per stordire i pesci e il commercio in acquariofilia ha causato in alcune zone una morìa a macchia di leopardo dei polipi che si trovavano nella zona.

È recente l’allarme degli scienziati riguardo alle barriere coralline presenti nell’Cceano Indiano: qui più di ogni altra parte si registra un aumento delle temperature specialmente nelle aree interessate dai cambiamenti climatici ha portato alla perdita del 90% dei coralli.

(tratto da Wikipedia)

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Stefano ha scritto / wrote 77 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 30/10/2018