Rete da Pesca Abbandonata Colonizzata da Spugne

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Rete da Pesca Abbandonata Colonizzata da Spugne Fishnet intotheblue.it
Durante una immersione ad una bellissima scogliera piena di vita ci siamo imbattuti in una vecchia rete da pesca di nylon persa; sicuramente a causa di un’afferratura fatta dal pescatore. La rete si trova lì da molto tempo, il nylon infatti impiega tantissimi anni per degradarsi, al pari dei vari materiali plastici. Come potete vedere le spugne hanno iniziato a colonizzare la rete e piano piano la ingloberanno completamente.

Quasi tutte le spugne posseggono una struttura scheletrica, l’endoscheletro, formato da spicole calcaree o silicee, o fibre proteiche (spongina) prodotte rispettivamente dagli scleroblasti (o sclerociti) e dagli spongoblasti, o (spongociti).

La respirazione avviene attraverso le cellule, il ricambio continuo di acqua permette una continua ossigenazione dell’ambiente detta “respirazione cutanea”.

Mancano di un sistema nervoso. Rete da Pesca Abbandonata Colonizzata da Spugne Fishnet intotheblue.it

Sono filtratori e si nutrono di piccoli organismi e particelle organiche che fluttuano sospese nell’acqua. Il sistema di filtraggio è possibile grazie all’azione dei coanociti, cellule flagellate che, muovendosi ripetutamente, creano una corrente di risucchio che permette all’acqua di attraversare i pori, entrare nelle cavità della spugna e, in seguito, fuoriuscire dall’osculo. I coanociti sono muniti di un collaretto, estensione citoplasmatica composta da microvilli, che circonda il flagello ed imprigiona l’alimento. Le particelle catturate penetrano nel coanocita per essere trasferite agli amebociti del mesoilo, dove avviene una digestione intracellulare.

Le spugne sono ermafroditi insufficienti. La loro larva è detta anfiblastula, e possiede un polo di cellule grandi e non flagellate (macromeri) e un altro di cellule piccole e flagellate (micromeri); queste ultime daranno origine ai coanociti ed hanno inizialmente i flagelli rivolti all’interno della cavità; successivamente l’intera struttura si rovescia come un dito di guanto in modo da esporre all’esterno i flagelli dei micromeri (modalità di sviluppo simile a quella di alcune microalghe verdi d’acqua dolce come Volvox) e si fissa al substrato, non subendo poi grandi cambiamenti: non vi sono infatti organi veri e propri, e anche la differenziazione in tessuti è rudimentale.

La riproduzione sessuale avviene tramite la trasformazione delle cellule coanociti, in spermi e/o uova. Gli spermi, liberi nell’acqua, verranno catturati da un altro individuo, tramite i coanociti che condurranno lo spermatozoo all’uovo. Questo tipo di riproduzione avviene solamente nel periodo primavera-autunno, a differenza della riproduzione asessuale.

La riproduzione asessuale avviene tramite la formazione di gemme, gemmule e propaguli. Le gemme si formano all’esterno del porifero, esse sono delle vere e proprie spugne in miniatura che staccandosi dalla “spugna madre” formano un nuovo individuo. Le gemmule invece si formano all’interno del porifero, esse sono composte internamente dagli archeociti, ed esternamente da particolari spicole che prendono il nome di anfidischi. La gemmula presenta un’apertura, il micropilo, dal quale fuoriusciranno gli archeociti una volta trovato un ambiente favorevole, che daranno origine ad un nuovo individuo.

(tratto da Wikipedia)

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Fanino Cirivasi Fanino Cirivasi ha scritto / wrote 150 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 18/02/2019