Immersione ad alto rischio

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L’immersione subacquea profonda con l’utilizzo dell’aria compressa (ARA) è da considerare sicuramente un’immersione ad alto rischio. Tutte le organizzazioni subacquee internazionali consigliano di limitare le immersione con ARA a 40 metri di profondità per non incorrere in quella che viene definita narcosi da azoto. L’aria compressa è più densa man mano che la profondità aumenta, e di conseguenza è necessario un maggior sforzo respiratorio che potrebbe portare all’affanno e a consumi d’aria maggiori. Inoltre dobbiamo sapere che ad una pressione parziale maggior di 1,6 bar l’ossigeno risulta tossico per l’organismo, perlomeno nel caso di immersioni prolungate. Occorre allora fare un calcolo molto preciso dell’aria necessaria per poter fare l’immersione e le necessarie tappe di decompressione prevedendo una percentuale residua a fine immersione in modo da poter affrontare qualunque imprevisto, senza ritrovarsi ad aver terminato l’aria nelle bombole.

ready for scuba diving - pronti per l’immersione subacquea - www.intotheblue.it

ready for scuba diving – pronti per l’immersione subacquea – www.intotheblue.it

L’organizzazione dell’immersione ad alto rischio in mare aperto deve essere molto meticolosa di conseguenza la barca di appoggio deve poter contare su un ottimo ecoscandaglio e GPS per individuare il punto esatto dove vogliamo immergerci, avere una cima zavorrata per permettere al subacqueo di rimanere collegato alla barca durante le lunghe tappe di decompressione, avere a bordo una bombola di ossigeno con un erogatore dedicato per eventuali emergenze ma anche per poterla usare parzialmente in fase di decompressione, un pedagno con una sagola adeguata alla profondità che vogliamo raggiungere, il pallone sub di superfice da attaccare al pedagno, avere sempre una lavagnetta che consenta al subacqueo di comunicare con l’equipaggio a bordo dell’imbarcazione, avere una radio trasmittente per eventuali emergenze o richiesta di soccorso anche se abbiamo con noi i telefoni cellulari (spesso ad una distanza di diverse miglia dalla costa i cellulari non ricevono il segnale).

journey to diving point - viaggio verso il punto d’immersione - www.intotheblue.it

journey to diving point – viaggio verso il punto d’immersione – www.intotheblue.it

L’equipaggio di appoggio deve essere composto almeno in parte da subacquei. Infatti i subacquei che prestano assistenza conoscono bene le problematiche dell’immersione e quindi comprendono al meglio il comportamento del subacqueo sia durante l’immersione che durante la risalita (ricordiamo che non deve essere superiore ai 10 metri al minuto) e la decompressione. Quando si fanno immersioni subacquee succede spesso che ci si alterni nel fare assistenza e nel fare l’immersione. Le capacità atletiche e psico-fisiche individuali sono importantissime. Le immersioni sportive possono essere effettuate da tutti coloro che amano il mare e questo bellissimo sport dopo aver conseguito i relativi brevetti subacquei e avvalendosi di Diving specializzati.

diving point - punto d’immersione - www.intotheblue.it

diving point – punto d’immersione – www.intotheblue.it

Le immersioni profonde richiedono invece notevoli capacità atletiche; questo comporta una serie di visite mediche specialistiche (esami cardiologici, esami otorino, ecc.) da effettuare tutti gli anni, poi un allenamento progressivo alle immersioni fino al raggiungimento degli obbiettivi che ci siamo proposti. Inoltre è bene ricordare che non tutti i soggetti sono in grado di affrontare tali immersioni perché, come abbiamo accennato, servono anche nervi saldi, una grande lucidità (la lucidità spesso diminuisce con l’aumentare della profondità), ed una notevole esperienza sia subacquea che marinara.

mediterranean coral reef - barriera corallina mediterranea - www.intotheblue.it

mediterranean coral reef – barriera corallina mediterranea – www.intotheblue.it

Non dobbiamo mai dimenticare che vi sono elementi che possiamo valutare solamente quando abbiamo già iniziato l’immersione come ad esempio le correnti marine presenti nel fondale. La visibilità: non sempre troviamo l’acqua limpida e spesso la visibilità si riduce a pochi metri o addirittura ad un solo metro. La temperatura dell’acqua in profondità è sempre molto bassa e nel Mar Mediterraneo difficilmente durante l’Estate supera i 14°. Altri imprevisti possono essere le reti dei pescatori rimaste afferrate al fondale che, oltre ad essere un danno per l’ambiente, possono rappresentare un grave pericolo per il sub nel caso che vi rimanga agganciato e cosi eventuali palamiti di fondale abbandonati ecc.

mediterranean coral reef - barriera corallina mediterranea - www.intotheblue.it

mediterranean coral reef – barriera corallina mediterranea – www.intotheblue.it

In caso di emergenza, dovuto ad avarie del motore o ad altro, il subacqueo deve essere autonomo ed in grado di poter effettuare le tappe di decompressione in acque libere in modo da riemergere in sicurezza, e se avesse perso il pallone di segnalazione della posizione (a causa della rottura del filo o dello stesso pallone) avere con sé un pallone di scorta gonfiabile in moda da segnalare la propria presenza, considerato che siamo in alto mare. Un capitolo importante sono le attrezzature subacquee necessarie nell’immersione ad alto rischio; queste devono essere di grande qualità in modo particolare gli erogatori, il computer subacqueo, il GAV, i materiali per i nostri video e le fotografie cosi come gli illuminatori, una bombola di scorta qualora vi fossero problemi alle bombole principali come ad esempio la rottura di un o-ring o di una frusta degli erogatori, ma sono altrettanto importanti la muta, il coltello che deve essere sempre ben affilato, le pinne, l’orologio,  ecc.

ascent from scuba diving - risalita dall’immersione subacquea - www.intotheblue.it

ascent from scuba diving – risalita dall’immersione subacquea – www.intotheblue.it

Inoltre è bene ricordare che l’attrezzatura, specialmente nelle immersioni ad alto rischio, deve essere personalizzata per poter permettere al subacqueo di individuare immediatamente dove si trova ad esempio il secondo erogatore, il manometro per il controllo della pressione dell’aria all’interno delle bombole, il sistema di gonfiaggio e di scarico del GAV. La durata dell’immersione deve essere commisurata alla profondità che intendiamo raggiungere ed alla immersione che ci interessa fare tenendo conto che a maggiore profondità è bene che corrisponda un minore tempo di immersione in modo da saturare il meno possibile i nostri tessuti e permettere una migliore decompressione. Bisogna però essere consapevoli che trattandosi di immersione ad alto rischio il rischio zero non esiste; possiamo solo limitarlo con un comportamento equilibrato.

maximum depth reached 80.1 meters decompression stop 4 minutes at 12 metres - profondità massima raggiunta 80,1 metri sosta di decompressione 4 minuti a 12 metri - www.intotheblue.it

maximum depth reached 80.1 meters decompression stop 4 minutes at 12 metres – profondità massima raggiunta 80,1 metri sosta di decompressione 4 minuti a 12 metri – www.intotheblue.it

La Decompressione o tappa di desaturazione è il periodo di tempo che un subacqueo impiega ad una profondità costante a fine immersione per eliminare in sicurezza l’Azoto (essendo un gas inerte) dal corpo per evitare problemi legati alla “malattia da decompressione”. Le leggi della Fisica che regolamentano questa particolare attività sono la legge di Henry,  relativa alla solubilità dei gas nei liquidi sotto pressione, e la legge di Dalton, che enuncia il meccanismo delle pressioni parziali dei gas. In base a queste leggi è possibile comprendere il meccanismo dell’assorbimento di gas, e la relativa saturazione e desaturazione, nell’organismo del subacqueo in immersione ed in riemersione. L’uso delle tabelle di decompressione o dei computer subacquei consente al sub di capire il proprio profilo d’immersione. Ogni immersione è già di per sé interessata dai complessi meccanismi di assorbimento e di rilascio graduale dei gas. Dopo l’immersione è necessario un periodo di riposo per consentire la completa desaturazione dell’Azoto residuo, e se dobbiamo prendere un aereo è necessario fare trascorrere almeno 24 ore prima di intraprendere il viaggio. Lo stesso possiamo dire per una eventuale seconda immersione perché quella profonda necessita di un tempo adeguato al recupero del nostro organismo.

end of the scuba - dive fine dell’immersione - www.intotheblue.it

end of the scuba – dive fine dell’immersione – www.intotheblue.it

Occorre però precisare che le attuali tecniche di immersioni profonde con l’uso di miscele non giustificano più la necessita di fare immersioni profonde con ARA. Oggi possiamo contare su miscele Trimix preparate per le varie profondità; possiamo contare sui moderni Rebreather che consentono immersioni ad elevata profondità con maggiore sicurezza e con meno rischi di incorrere in una “malattia da decompressione”. Rimangono comunque ferme tutte le considerazioni fatte fino ad ora per quanto riguarda l’autonomia del subacqueo rispetto alla barca d’appoggio, alle tappe di decompressione che comunque fanno parte dell’immersione anche con le attuali tecniche ed alle bombole di scorta da portarsi dietro per eventuali emergenze o cattivo funzionamento dell’attrezzatura principale, e quindi poter fare una risalita di emergenza rispettando le “norme di sicurezza” ben sapendo che il rischio zero in questo tipo di attività non esiste; sono infatti immersioni ad alto rischio.

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Fanino Cirivasi Fanino Cirivasi ha scritto / wrote 233 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 16/05/2024
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