L’Aquila di Mare Maculata

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Aquila di mare Maculata - Spotted Eagle Ray - Aetobatus Narinari

Aquila di mare Maculata – Spotted Eagle Ray – Aetobatus Narinari

L’Aquila di Mare Maculata (Aetobatus narinari) è un pesce cartilaginoso della famiglia Myliobatidae. Vive nelle regioni tropicali, tra cui l’Oceano Atlantico, Pacifico e Indiano. L’Aquila di mare maculata conduce una vita solitaria, ma occasionalmente la possiamo trovare in gruppo. Sono ovovivipari, la femmina trattiene le uova e partorisce piccoli con caratteristiche identiche agli esemplari adulti.

L’Aquila di mare maculata può essere facilmente identificata dalla sua superficie dorsale scura coperta da macchie o anelli bianchi. Vicino alla base della coda, appena dietro le pinne pelviche, ci sono diversi pungiglioni velenosi. L’Aquila di mare maculata si nutre comunemente di piccoli pesci e crostacei;  a volte scavano con il loro muso alla ricerca di cibo sepolto nella sabbia del fondo del mare.

L’Aquila di mare maculata è spesso predata da un’ampia varietà di squali. L’Aquila di mare maculata è specie considerata minacciati dalla Lista Rossa IUCN. Viene pescata principalmente nel Sud-est asiatico e in Africa, mentre è specie protetta nella Grande Barriera Corallina.

(tratto da Wikipedia)

Aquila di mare Maculata - Spotted Eagle Ray - Aetobatus Narinari

Aquila di mare Maculata – Spotted Eagle Ray – Aetobatus Narinari – intotheblue.it

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Nell’immaginario collettivo e non solo, le barriere coralline rappresentano un mondo sommerso variopinto e altamente ricco in biodiversità. Le caratteristiche uniche dell’habitat che si crea a ridosso dei reefs sono dovute alla presenza dei coralli stessi che offrono riparo e protezione a migliaia di specie di pesci, crostacei, molluschi ed echinodermi.

Sono oltre 4.000 le specie di pesci che abitano le barriere coralline. Le ragioni di questa diversità sono ancora oggetto di approfondimento  degli scienziati. Le barriere coralline sane possono produrre fino a 35 tonnellate di pesce per chilometro quadrato ogni anno e quindi sono una importante risorsa, da non sfruttare in modo eccessivo come sta avvenendo, per l’alimentazione umana in particolare per quei popoli che le abitano; è chiaro barriere danneggiate ne producono molto meno.

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Stefano ha scritto / wrote 66 articoli / Posts.
Questo articolo è stato scritto il / This article was written on 14/11/2018